Punti di (s)vista. Il caso Trota 2.0

E’ da tempo che noto come i new media si siano impadroniti della mente di alcuni esponenti del mondo politico e dello spettacolo. Badate bene, non il contrario. Sono i new media che posseggono loro.

Basti pensare all’uso che Vasco Rossi fa di Facebook o le stelle di Hollywood fanno di Twitter. Sono i social media che loro credono di amministrare (o le agenzie che pagano pensano di fare per loro), che in realtà gestiscono la loro vita. Facebook attraverso agli utenti-fan decide se Vasco abbia o meno ‘fatto la pipì fuori dal vaso’ e glielo dice. E’ Twitter, con i suoi followers di Demi Moore e i trend topics che decide se abbia o meno un bel fondoschiena. E’ il forum di appassionati di una squadra di calcio che ragiona sulle ultime iniziative e decide se presentarsi o meno in tribuna la domenica con striscioni di protesta. E così, a casa nostra i sindaci/politici rilasciano statement di ogni tipo sulle loro pagine Facebook, che spesso vengono ripresi dai giornali o dai TG.

Ecco però, che spesso, davanti ad un contenuto mal postato o poco apprezzato dagli utenti, si assista allo spettacolo indecente di chi, come Renzo Bossi, consigliere regionale Lega Nord in Lombardia, sia in grado di trasformare una figura di merda in una colossale vittoria. Ovviamente senza riuscirci, ovviamente mentendo.

E’ il caso di questo video, in cui il consigliere regionale più immeritevole della storia lombarda, tenta di spiegare al mondo cosa siano i social media e come stiano cambiando il modo di fare comunicazione. Una lezione paradossale tenuta da chi ha scarsamente dimostrato di essere in grado di dare lezioni di alcun genere…

…alcuni potranno pensare: ‘ma questo se la tira come un treno…chi si crede di essere?!’ Bene, vi invito allora ad ascoltare le sue parole (scritte su un gobbo in fronte a lui) e di cercare di coglierne un SENSO. Si tratta di una lezione mal’articolata, di tuttologia da bar, su internet e i social media. A gente che ci lavora, li studia, contribuisce a farli DAVVERO diventare un nuovo mezzo di prossimità sociale, questo elogio dell’imbecille qualunquista FA INCAZZARE NON POCO.

La cosa più grave, è però l’uso che lo stesso Renzo (o meglio, l’agenzia che paga per non farlo apparire un inetto) della realtà, distorcendola. Sul suo Blog ufficiale appare infatti un’agenzia AGI che riporta che il suo filmato in cui spiega il web, sta spopolando spopola. Il tono è chiaramente positivo, ma non tiene conto che fra migliaia di commenti, ce ne sono davvero pochi ‘positivi’. Invito chiunque a leggere i commenti al video, i post di blogger come me, gli articoli di giornale a riguardo o le battute riportate sui gruppi Facebook che seguono le sue grandi opere pubbliche (Prova ora!). L’impatto è chiaro: non è in grado di parlare di queste (ed altre, ndr) cose, dimostrando ancora una volta che è lì per il cognome che porta e l’imbottitura di stupidaggini che un manipolo (numeroso) di elettori soggiogati hanno subito, per poi votarlo. Si continui la stirpe padana, ad ogni costo!

La mia non è una critica ‘politica’, anche se vorrebbe tanto: è una critica generazionale. Dico io, ma cazzo, a 23 anni non rappresenta nemmeno la media dei 23enni italiani, in termini di intelligenza. Ma perchè lo fate parlare di cose che non sa per poi ‘truccare’ i risultati e farlo diventare un idolo del web?

I risultati qualitativi e quelli quantitativi, sono cose ben diverse!

Shame on you.

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Una risposta a Punti di (s)vista. Il caso Trota 2.0

  1. Lady GeGe ha detto:

    Uno dei migliori commenti:
    ” questi nuovi media, in fondo (in fondo cosa?), sono un fenomeno che ENTRANO ( come no ) inesorabilmente (? e che è, una tragedia ? ) nella nostra vita, e di fatto la generazione di cui faccio parte LI HA PROPRIO PRESI ( eh?), io stesso uso questi nuovi media, i social network come facebook e twitter, quotidianamente, sempre improntandoli ( qui siamo nel nonsense ) a quello che è l’ambito lavorativo (quale ?? ) ”  …e siamo al 21esimo secondo. Andare oltre è masochismo.Pessimismo e fastidio.

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