Vasco contro Nonciclopedia

Ed ecco che è accaduto ancora.
Un vecchio, poco avvezzo alle nuove tecnologie…che se la prende con un sito.
Siamo alle solite: nel caso specifico, un vecchio cantante (Vasco Rossi), che in passato ha fatto della libertà assoluta (anche di drogarsi e di bere alcool allo sfinimento) il suo cavallo di battaglia (o quasi), dopo aver scoperto Youtube e Facebook, se l’è presa con uno dei baluardi della satira sul web: Nonciclopedia.

Facendo il verso alla ben più blasonata Wikipedia (che pure è fatta dagli utenti, quindi non è effettivamente un’enciclopedia precisa), Nonciclopedia ha sempre cercato di creare delle voci satiriche, di scherno, irriverenti. Certo, a volte alcune sono state pesanti, ma sempre scritte e create all’interno di un recinto ideale, che gli consentiva di vivere. Nessuno ha mai preso per vere quelle voci, perchè appunto, create lì, all’interno del sito degli utenti un po’ così….fra il surreale e l’impossibile.

Non si dovrebbe mai esagerare, quando si sta in rete: le parole vanno sempre pesate, specie se si maneggia un mezzo come un sito web (conosciuto). Certo è che le vie di azione sono diverse: Vasco avrebbe potuto anche chiedere formalmente e pubblicamente di edulcorare la pagina che lo riguardava, chiedere di non permettere certi toni, avrebbe potuto rispondere con lo stesso metodo, oppure scriverci su una canzone (piena di eh – già – oooh – vabé – eeeeeh)….insomma, avrebbe potuto fare di meglio che querelare gli autori del sito.

Per avere un’idea della news, vi rimando all’articolo del Corriere della Sera, fra i tanti.

A me qui interessa evidenziare un altro aspetto: quello della totale mancanza di strategia online applicata dall’entourage di Vasco, che in poche ore riesce a collezionare tanto astio e ad abbattere la sua web reputation in maniera quasi irrecuperabile; appena si legge cosa appare sul sito (chiuso) di Nonciclopedia, gli esperti della gestione di pagine fan di Facebook decidono di pubblicare una risposta ufficiale di Tania Sachs, la portavoce: un errore nell’errore, a mio modo di vedere.

(da Facebook e dal sito ufficiale, riporto con tanto di refuso)

“A proposito di Nonciclopedia, prima di tutto fatti e non solo parole:
piu’ di un anno fa, nel febbraio 2010, abbiamo sporto querela per diffamazione nei confronti del sito Nonciclopedia che degli insulti contro Vasco Rossi aveva fatto la sua bandiera. Insulti quotidiani e gratuiti, insulti a tempo perso e senza alcun motivo.
A un anno e mezzo circa dalla denuncia per diffamazione il magistrato in questi giorni ha riscontrato che gli elementi di reato per diffamazione esistono tutti e lo ha comunicato alle parti. In seguito alla comunicazione del magistrato, gli ammministratori di quel sito hanno deciso autonomamente di chiudere il sito perché si sono evidentemente accorti di essere nel torto. Vasco non ha mai chiesto la chiusura del sito, ha molto semplicemente chiesto al suo avvocato di difenderlo in sede giudiziaria dalla diffamazione, persistente. E’ evidente che non sono vittime, ed è un giudice a decidere che sussiste il reato per diffamazione, cosa ben diversa dal definirsi un sito di satira. Attenzione a pubblicare notizie solo unilaterali, chi si occupa di web sa bene che è molto difficile far chiudere un sito, se non addirittura impossibile.
Difendersi dagli insulti che piovono in maniera gratuita e non si sa per quale motivo, non è solo lecito, E’ DOVEROSO: libertà di stampa non è libertà di offendere.”
Tania Sachs

Ovviamente gli utenti si sono scatenati nel dare addosso, non tanto al contenuto della risposta, quanto alla decisione di un vip, che usa la rete in modi alquanto discutibili (“ognuno può dire quel che vuole….“), ultimamente, senza temere querele o denunce, di prendersela con un piccolo sito web satirico. Qui la libertà di stampa c’entra poco, le leggi a cui fa appello chi fa causa, sono assurde.

E’ così triste vedere però che c’è ancora chi, pur occupandosi di immagine e comunicazione, anche in ruoli molto invidiati, non abbia la minima idea di come si tratta online con la gente, gli utenti.

Una mossa 1.0, l’ultima di una lunga serie di stupidaggini online fatte dal Vasco nazionale. O da uno del suo team.

Voto: 4
Mi spiace, ma ormai siamo al lesso, allo stracotto.

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