Google censura il blogger Messora-ByoBlu?

Inizierei con una risposta semplice. No.
Almeno secondo me no, non lo ha censurato, ma ha fatto una cosa ben diversa, nel pieno dei suoi poteri.
Aprire un blog, come questo che state leggendo, può essere fatto per il piacere di tenere un diario, per lasciare una traccia di sè, aiutare gli altri utenti o…infine, per fare tutto questo cercando anche di ricavarcene qualche soldino. Un buon contenitore di informazioni, racconti o semplici immagini (penso ai blog/siti dei fotografi), sono uno strumento che la piattaforma AdSense di Google può valorizzare molto. Il traffico generato dalla bontà e dall’adeguatezza dei contenuti che uno posta, diventano movimento online, traducibile per lui (e Google) in denaro.

1448334_anti-bufala_thumb_big-610x350Preso atto che trasformare QUALSIASI sito in una testata di informazione è diventato lo sport preferito dei fancazzisti, che creano siti e sitarelli (a volte intere reti) con nomi che richiamano quelli di testate ufficiali…la storia Google-ByoBlu è ben chiara ai miei occhi.
Quindi, se Google ha deciso di sospendere la raccolta pubblicitaria dal blog di Messora (ByoBlu), lo ha fatto per motivi – secondo me – leciti e ben precisi.

Creare contenuti falsi (bufale) per attirare traffico sul proprio sito è un po’ come falsare quel rapporto che c’è fra i tuoi contenuti e quelli che la gente in rete cerca. Almeno se tu non dichiari fin da subito e in modo chiaro, che si tratta di notizie false, inventate o palesemente riscritte a fini sensazionalistici.

il-meme-sii-come-billCreare contenuti falsi, attira molti più lettori e in un qualche modo, contribuisce addirittura a diffondere disinformazione, bugie. News a volte innocue, altre volte no.
Inoltre, non potendo controllare ogni sito su cui vanno i centinaia di banner che Google decide di appioppare ad un sito specifico, un inserzionista potrebbe risentirsi di apparire sul blog di Messora o altri simili su cui campeggiano chiare bufale. E qui, il problema l’avrebbe Google. Un problema di immagine.
Certo, direte voi, l’inserzionista potrebbe creare la campagna con precise limitazioni….dettagliando dove non vuole apparire. Certo. Potrebbe. Ma è uno sbattimento e non lo fanno in molti, perchè significa ridurre l’esposizione e ottenere una reach minore. E Google questo non lo ama, secondo me.

Detto questo, decidere di escludere un sito dal circuito di AdSense, non è censurare. Il sito di Messora non è stato cancellato da Google (che non ne avrebbe il potere), non è stato rimosso dalla SERP di Google. E’ stato cancellato (temporaneamente?) dalla lista dei siti con cui Google ha scelto di fare un accordo commerciale.

E scusate, voi che ci leggete la censura di sistema, complottari dell’ultim’ora, ma se tra due privati uno viene meno all’accordo, l’altro è libero che modifichi il contratto. Spiace, certo, ma il sig. Messora avrà altri concessionari di pubblicità attivi sul suo sito. Forse imparerà che la rete 4.0 è già qui, quella in cui non è più lecito scrivere le peggiori stronzate e farci anche su dei bei soldi, sfruttando l’ignoranza funzionale di chi crede a ogni stronzata che trova sul web.
Lo può continuare a fare, ma senza i soldi di Google (o dei suoi investitori).

Nell’articolo che ho linkato più su, preso da Il Fatto Quotidiano, Messora avrebbe dichiarato che “è la morte della rete per come Gianroberto Casaleggio ce l’aveva fatta amare”. Parafrasando, direi che…

“PER FORTUNA, FORSE SIAMO ALLA MORTE DELLA RETE COME L’HA PENSATA CASALEGGIO. QUELLA FATTA DI BUGIE E RAGGIRI, CHE SFRUTTA L’IGNORANZA DEGLI UTENTI E PARLA SOLO ALLA LORO PANCIA, QUELLA DI NOTIZIE FALSE E INGIGANTITE PER UNO SCOPO PRECISO: FAR CREDERE AL POPOLO CHE LO SI STA LIBERANDO DAL VECCHIO, MENTRE L’IDEA E’ DI CACCIARE I’ ‘REGGENTI’ ATTUALI (INCROSTATI DA DECENNI AL POTERE), INADATTI A FARCI EVOLVERE COME PAESE. QUELLA CHE FA LA RIVOLUZIONE E ALLA FINE, NON AMMETTE ALCUNA CRITICA O VOCE DIFFERENTE. QUELLA CHE RICORDA ESSA STESSA, LA PARTE PIU’ VECCHIA E DEPRECABILE DELLA NOSTRA STORIA, QUELLA CHE FINI’ IL 24 LUGLIO 1943.”

Poi se volete, possiamo parlare del sostanziale monopolio di Big-G in questo business…ma parleremmo di un’altra cosa…

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