Shen Yun 2017: la rete ti dice qualcosa

Erano anni che desideravo andare a vedere questo spettacolo. Davvero bello ed effettivamente, uno dei più coinvolgenti, pare.
Al centro commerciale vicino casa c’è il booth con la promozione: se compri il biglietto lì, non paghi la prevendita. Spettacolo! Penso. E invece, visto che si tiene al Teatro degli Arcimboldi, so che da una certa distanza, non è che te lo godresti proprio….vediamo un po’…costo del biglietto a distanza ‘decente’: più di 80 euro.

No dico…ma questi sono fuori. Uno spettacolo a queste cifre…ma nemmeno fosse la Scala. Dalla Repubblica Cinese mi sarei aspettato prezzi più…popolari 🙂

Invece…costa troppissimo. Considerando che siamo in 2…la cifra si fa davvero proibitiva. E si che non sono così spilorcio. Ma più di 160 euro (al netto di prevendita, paninazzo fuori e ‘viaggio’)…diventa impegnativo. Rinuncio.

Oggi, ritrovo online un loro bell’annuncio (sponsorizzato) su Facebook:

immagine

Il video è una figata.

E’ il promo della nuova creazione

(guardalo qui sotto…e dimmi se non è bello).

Ma secondo voi…come hanno reagito le persone a questo annuncio? Ecco un report, preso leggendo i COMMENTI SOTTO IL LORO ANNUNCIO FACEBOOK.

  • G. L. Hai ragione Nicla!!! Uno spettacolo, sicuramente bello, ma concordo con te, non si possono spendere cifre simili. Peccato, purtroppo l’arte, gli spettacoli e in generale tutto quel che vale la pena di vedere, se lo possono permettere solo gente che… come si suol dire, hanno il portafoglio a fisarmonica. Quanto poi, ad apprezzarli veramente, beh…. non ne sono molto sicura!

Mi piace · Rispondi · 4 · 14 febbraio alle ore 19:24

  • N. F. Ahimè il prezzo più basso è 86,40 x cranio . se non altro solo x una questione di etica personalmente anche potendo non spendo questi soldi x uno spettacolo, seppur unico nel suo genere
    Stesso discorso vale x i concerti.

Mi piace · Rispondi · 4 · 14 febbraio alle ore 17:20

  • N. L. Non posso comprare il biglietto online. Qualcuno mi sa dire dove posso comprare il biglietto? Grazie

Mi piace · Rispondi · 1 · Ieri alle 1:16

  • L.G. sono anni che cerco di andarci, ma ogni volta il prezzo lievita, una follia

Mi piace · Rispondi · 1 · 14 febbraio alle ore 10:41

  • C. C. si, ma se i biglietti dove si vede meglio costano 80 euro…..alllora CIAOOOOO

Mi piace · Rispondi · 15 febbraio alle ore 21:23

  • R. C.Peccato che sia carissimo questo spettacolo…con tutti i contributi che ricevono….

Mi piace · Rispondi · 15 febbraio alle ore 23:16

  • L. B.prezzi allucinanti

Mi piace · Rispondi · 1 · 14 febbraio alle ore 9:48

  • W. C. Prezzo dei biglietti folle.

Mi piace · Rispondi · 1 · 14 febbraio alle ore 10:24

  • G. M. Dev’essere una MERAVIGLIA assoluta !!

Mi piace · Rispondi · 14 febbraio alle ore 8:59

  • S.T. Ma per i bambini non è prevista nessuna riduzione?

Mi piace · Rispondi · Ieri alle 9:13

 

Cari organizzatori: fatevi due domande, datevi due risposte e poi, magari…fate qualcosa.

Il messaggio della gente mi pare chiaro.

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Google censura il blogger Messora-ByoBlu?

Inizierei con una risposta semplice. No.
Almeno secondo me no, non lo ha censurato, ma ha fatto una cosa ben diversa, nel pieno dei suoi poteri.
Aprire un blog, come questo che state leggendo, può essere fatto per il piacere di tenere un diario, per lasciare una traccia di sè, aiutare gli altri utenti o…infine, per fare tutto questo cercando anche di ricavarcene qualche soldino. Un buon contenitore di informazioni, racconti o semplici immagini (penso ai blog/siti dei fotografi), sono uno strumento che la piattaforma AdSense di Google può valorizzare molto. Il traffico generato dalla bontà e dall’adeguatezza dei contenuti che uno posta, diventano movimento online, traducibile per lui (e Google) in denaro.

1448334_anti-bufala_thumb_big-610x350Preso atto che trasformare QUALSIASI sito in una testata di informazione è diventato lo sport preferito dei fancazzisti, che creano siti e sitarelli (a volte intere reti) con nomi che richiamano quelli di testate ufficiali…la storia Google-ByoBlu è ben chiara ai miei occhi.
Quindi, se Google ha deciso di sospendere la raccolta pubblicitaria dal blog di Messora (ByoBlu), lo ha fatto per motivi – secondo me – leciti e ben precisi.

Creare contenuti falsi (bufale) per attirare traffico sul proprio sito è un po’ come falsare quel rapporto che c’è fra i tuoi contenuti e quelli che la gente in rete cerca. Almeno se tu non dichiari fin da subito e in modo chiaro, che si tratta di notizie false, inventate o palesemente riscritte a fini sensazionalistici.

il-meme-sii-come-billCreare contenuti falsi, attira molti più lettori e in un qualche modo, contribuisce addirittura a diffondere disinformazione, bugie. News a volte innocue, altre volte no.
Inoltre, non potendo controllare ogni sito su cui vanno i centinaia di banner che Google decide di appioppare ad un sito specifico, un inserzionista potrebbe risentirsi di apparire sul blog di Messora o altri simili su cui campeggiano chiare bufale. E qui, il problema l’avrebbe Google. Un problema di immagine.
Certo, direte voi, l’inserzionista potrebbe creare la campagna con precise limitazioni….dettagliando dove non vuole apparire. Certo. Potrebbe. Ma è uno sbattimento e non lo fanno in molti, perchè significa ridurre l’esposizione e ottenere una reach minore. E Google questo non lo ama, secondo me.

Detto questo, decidere di escludere un sito dal circuito di AdSense, non è censurare. Il sito di Messora non è stato cancellato da Google (che non ne avrebbe il potere), non è stato rimosso dalla SERP di Google. E’ stato cancellato (temporaneamente?) dalla lista dei siti con cui Google ha scelto di fare un accordo commerciale.

E scusate, voi che ci leggete la censura di sistema, complottari dell’ultim’ora, ma se tra due privati uno viene meno all’accordo, l’altro è libero che modifichi il contratto. Spiace, certo, ma il sig. Messora avrà altri concessionari di pubblicità attivi sul suo sito. Forse imparerà che la rete 4.0 è già qui, quella in cui non è più lecito scrivere le peggiori stronzate e farci anche su dei bei soldi, sfruttando l’ignoranza funzionale di chi crede a ogni stronzata che trova sul web.
Lo può continuare a fare, ma senza i soldi di Google (o dei suoi investitori).

Nell’articolo che ho linkato più su, preso da Il Fatto Quotidiano, Messora avrebbe dichiarato che “è la morte della rete per come Gianroberto Casaleggio ce l’aveva fatta amare”. Parafrasando, direi che…

“PER FORTUNA, FORSE SIAMO ALLA MORTE DELLA RETE COME L’HA PENSATA CASALEGGIO. QUELLA FATTA DI BUGIE E RAGGIRI, CHE SFRUTTA L’IGNORANZA DEGLI UTENTI E PARLA SOLO ALLA LORO PANCIA, QUELLA DI NOTIZIE FALSE E INGIGANTITE PER UNO SCOPO PRECISO: FAR CREDERE AL POPOLO CHE LO SI STA LIBERANDO DAL VECCHIO, MENTRE L’IDEA E’ DI CACCIARE I’ ‘REGGENTI’ ATTUALI (INCROSTATI DA DECENNI AL POTERE), INADATTI A FARCI EVOLVERE COME PAESE. QUELLA CHE FA LA RIVOLUZIONE E ALLA FINE, NON AMMETTE ALCUNA CRITICA O VOCE DIFFERENTE. QUELLA CHE RICORDA ESSA STESSA, LA PARTE PIU’ VECCHIA E DEPRECABILE DELLA NOSTRA STORIA, QUELLA CHE FINI’ IL 24 LUGLIO 1943.”

Poi se volete, possiamo parlare del sostanziale monopolio di Big-G in questo business…ma parleremmo di un’altra cosa…

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Natale 2016: la pagina Facebook di ‘Vanity FAIL’

sottotitolo: “gestire social, non è per tutti”


Sta girando sulle bacheche Facebook di molti utenti un post del 19 dicembre 2016, pubblicato dalla fanpage della rivista Vanity Fair. E non gira accompagnato di bei commenti, per essere onesti. Anzi, per esserlo fino in fondo, gira condito di insulti e ‘sparate a zero’, del tutto condivisibili.

Il caso volle che il social media manager (o chi per lui/lei) gestisce la pagina Facebook della testata, che quel giorno l’idea per animare la pagina fu presa sotto gamba: “come teniamo vivo l’engagement che abbiamo, con un’idea bella, forte e coinvolgente per i nostri fan (e lettori?) che aggiorniamo da questa paginetta?
Ecco, chiediamogli quale foto mettere in copertina sul numero della settimana di Natale.”

Ed ecco l’idea geniale:
immagineOvviamente, visto l’accostamento, nessuno ha risposto alla domanda. Tutti (o quasi) si sono espressi sull’idea, lascio a voi immaginare con che toni e quali epiteti. Nemmeno io qui mi voglio esprimere sulla domanda fatta. E nemmeno sul perchè sia stata un’idea infelice. Gliel’hanno già scritto in molti. Moltissimi.

Altrettanto ovvie, sono arrivate le scuse. Quelle che si aspettano tutti e poi nessuno considera mai (la bestia, ha sempre fame ed è cieca&sorda):

commentovf

Una cosa la dico però: SIETE DEI COGLIONI.

Da oggi, potete cambiare nome in VANITY FAIL.

E con questo, Buon Natale.

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