Politica, elezioni e social: come comunicano i partiti

La comunicazione web dei partiti a confronto, in vista dell’election day 2018.

Dando uno sguardo rapido a come le varie forze politiche si muovono online, in preparazione del 4 marzo, giorno delle votazioni, si notano subito stili, registri e – ovviamente – messaggi diversi.
Qui vorrei dare un giudizio su quelli che ho incrociato più di frequente.

Il PD punta a contrastare la tiritera che sentiamo tutti i giorni, online e al bar, in casa o in ufficio, sul fatto che ‘non ha fatto niente‘. Elenca i suoi provvedimenti, scegliendo quelli di cui ha la paternità o che hanno visto la maturazione e il voto finale che li ha resi legge, sotto il loro governo. Buona scelta per stile e strategia. Si tiene lontano (però) da temi spinosi come il caso Banca Etruria, il referendum del 4 dicembre 2016, le banche in generale e altre piccole battaglie che non ha mai vinto fino in fondo. Poi, comparendo Renzi sul finale…forse tutto scade un po’. Io l’avrei chiuso senza mostrare la faccia del candidato premier, non amatissimo.

Fratelli d’Italia punta sull’emotività, la bandiera, la patria. Un po’ di frasi fatte, dirette al cuore e via. Immagini da spot, testo letto dalla candidata Meloni…che legge un po’ maluccio, ma cerca di metterci coinvolgimento. I contenuti, sono un po’ banalotti, come lo stile, ma ripete ciò che dice ai comizi e in tv. C’è di tutto, dal patriottismo alla Chiesa, alle giovani coppie (credo etero e sane, non certo ibride/interraziali, LGBT o altre che considerano aberrazioni). Programma: poco e niente, anzi niente. Senso per la patria: 100. E ti viene voglia di invadere la Polonia. Roba già vista. Stile: zero. Vabbeh…occasione persa.

Casapound…vabbeh, guardatevelo e state male pure voi. Fisicamente intendo.
“Contro tutto e tutti” forse era il titolo prescelto. Anche qui, una bella dose di patriottismo. mancano solo i tacchi degli stivali che si toccano e ci siamo dai. Benito è dietro l’angolo.

LeU – Liberi e Uguali. Boh..mi pare uno di quei libri che quando in libreria guardi il retro copertina, senti di averlo praticamente già letto tutto. Un video con poco piglio, idea vecchia e già vista tante volte, slogan fra i più comuni (“io ci credo”).
Meno male, che qualcuno ci crede, anche se sono attori pagati.

Per Forza Italia, mi sono imbattuto solo in questo video, che mostra ‘come votare’ alle elezioni, proponendo ovviamente come farlo per votare loro. ahahahahaahaahahahahaaha…geni del male.
Così uno cerca come si vota (che ci vuole l’algoritmo di Google per capire come cazzo finirà il nostro voto con sta legge) e loro semplicemente si piazzano lì a spiegartelo. Mica so’ scemi. Minchiatelle a parte, la linea di Silvio è quella di parlare ai vecchi rimbambiti o comunque a chi ci si sente (rimbambito). Parole scandite bene e con tempi televisivo-teatrali, messaggi semplici, chiari. Qui non c’è ombra di programma politico, ma è rilevante notare che in 6 giorni ha raccolto 1 milione di views (sponsorizzate in buona parte, ovviamente).

Anche del Movimento 5 stelle, vero e proprio untore della rete da sempre, in campagne elettorale o meno, girano decine, centinaia di video. Oh, pure gli altri non è che siano in giro solo con 1 video…però questi sono i professionisti dell’inondazione social.
Quello su cui mi soffermo – che mi è capitato più volte davanti – è quello in cui Di Battista (non candidato) spiega come si vota. La cosa ‘comica’ è che condivide questo approccio con Berlusconi, perchè mostra ‘come votare’…manco fosse il servizio pubblico. In ogni caso, apprezzato. Il video è a metà una spiegazione neutrale su come si vota e perchè e l’altra metà sul perchè andare a votare e perchè votare m5s. Niente teatrino con messaggi preconfezionati, niente mini-film (alla PD). Ma va detto che gli altri centinaia di video, sopperiscono a questo fine in modo egregio. Intanto, si nota che a parlare non è Di Maio, ma un non-più candidato. E soprattutto che non ti invita ‘direttamente’ a votare loro, ma a votare quello che convince di più (anche se a un certo punto, gli scappa un ‘quello che vi piace di più’: eccheè? Un concorso di bellezza? Un talent?). Vabbeh.

La Lega, al pari (o quasi) del M5s, ha prodotto diversi video spot. Se cercate ne trovate qualcuno come questo. Vi fate un’idea. Alcuni però, proprio come i grillini, sono fatti da sostenitori o candidati a livello locale. Quello che più dà la misura della strategia e dello stile con cui stanno combattendo la loro corsa elettorale, è ‘Vinci Salvini’, vero e proprio mini-concorso ‘a premi’ in cui in palio, si è messo il candidato premier. Cose da non credere: scelta pessima, inverosimile. Eppure…l’hanno fatto. Tone of voice da vendita di pentole, destinato a minus habens. Non c’è altra spiegazione. Anche se, l’obiettivo era tutt’altro che stupido: il meccanismo mira a far decollare views e condivisioni dei loro post su Facebook, perchè prima di altri si sono accorti che la gente ormai, si forma un’idea su di loro, sulla politica, in rete. Il che è anche il problema più grosso. Curioso no?

Di altri, sinceramente…non ho visto grandi tracce. Se si cerca, qualcosa si trova, ma la partita (online) è più o meno su questi toni…

Divertitevi.

*************[edit – 28.02.2018]***************

Inizia con prepotenza a presentarsi anche il video di +Europa con Emma Bonino. Nonostante il video generico non sia granchè, ho trovato che spesso gira anche questo, un’idea forte, intelligente, che parte dai commenti sui social per arrivare a dare forza a uno dei messaggi chiave (per loro) della campagna elettorale che stanno affrontando. Non male.

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La rete non dimentica.

Della serie “fate attenzione a cosa postate“, un po’ anche proseguendo il discorso iniziato con Attenti al boomerang social, oggi mi sono imbattuto in uno scambio di tweet di Alberto Bagnai (economista e fresco candidato da Salvini con la Lega), noto per la sua opinione negativa dell’euro come moneta unica, avuto con un altra utente nel 2015.

Trasmissione televisiva L'ultima parola

Lo scambio di tweet era questo (dovreste trovarlo per intero, finchè non lo cancelleranno gli interessati):

…un estratto…

ESTRATTO TWEET

Come già specificato più volte, qui non faccio politica. Ma analizzo l’uso dei social e i risvolti che il loro impiego può avere.

In questo caso, mentre il Bagnai del 2015 minacciava querele a chi lo accostava alla Lega Nord, quello del 2018 (2017, a dire il vero) è lo stesso che accetta nientemeno che una candidatura politiche proprio con la Lega.

“Solo uno stupido non cambia mai opinione”, diceva il saggio. Però…siccome siamo in una situazione in cui ciò che sei, dici, hai detto, sei stato, hai scritto…giocherà un ruolo fondamentale su quello che sarai (cioè un parlamentare, forse) sarebbe bene avere un po’ di coerenza. L’interessato avrà sicuramente modo di spiegare questo suo cambio di opinione nelle interviste, ma in rete, dove tutto è eterno (o quasi) rimarrà per sempre quello che minacciava e poi, ha accettato un ruolo proprio da quelli che voleva tener lontano.

Agli occhi di un (e)lettore, non è il miglior biglietto da visita.
Stessa lezione dell’altra volta: pensate bene a cosa pubblicate. Sempre.

 

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Attenti al boomerang social

1199px-Boomerang_Bro-NSMBUSu Facebook, Twitter o Youtube spesso pubblichiamo il nostro pensiero, l’umore che ci accompagna o semplicemente, cosa stiamo facendo. Dettagli che per noi sono insignificanti, che condividiamo in modo superficiale, possono diventare un vero e proprio boomerang.

Non parlo di post con foto dei figli minori o che mostrano che siamo lontani da casa per un lungo periodo, aprendo la porta (virtualmente) a malintenzionati, come dire “per un po’ non ci sarò, fate pure”.

Non parlo nemmeno di quella volta che avete detto di stare poco bene a lavoro e poi, vi hanno beccato che pubblicavate foto di voi al night.

Parlo di casi in cui quello che condividiamo nel mondo virtuale non tiene conto di ciò che facciamo nella realtà.

Un caso emblematico è quello descritto in questo articolo del Corriere, che racconta la storia di un’azienda di forniture per studi odontoiatrici e dentisti, la Servicedent di Monza. In amministrazione controllata, se la passa male. Capita. Non ci dilunghiamo sui motivi…ma, dipendenti senza stipendio (almeno a quanto riportano i media), ristrettezze economiche, eppure i consulenti e soprattutto gli amministratori, ‘si pagano’ puntualmente la propria parcella.

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Una puntualità nel rispetto delle regole, che però, non ha mancato di colpire allo stomaco i dipendenti dell’azienda senza stipendio, soprattutto quando hanno dovuto fare i conti con i post felici e di uno dei due amministratori che ostentava il nuovo acquisto: un suv Porsche nuovo di zecca.

Via alla gogna social, stavolta, senza grandi argomenti per rispondere, credo.

Tutto nella norma, ma la prossima volta….pensateci bene.
Vale la pena pubblicare tutto di voi?

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