Samsung vs Apple: il video definitivo

Nell’eterna lotta commerciale (e tecnologica) fra Apple e Samsung, la casa coreana affonda la stoccata pesante. Uno spot che ripercorre la storia di iPhone, in parallelo a quella del Galaxy, che lascia pochi dubbi.

La comparativa si dovrebbe fare così, più spesso, con più coraggio. Da noi, non la fa praticamente nessuno. Peccato.

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Cyberbullismo o solo bullismo ignorante?

Mi sono spesso chiesto se ci fossero differenze fra chi insulta qualcuno (famoso o sconosciuto) di persona e chi lo fa via web, magari con commento su Facebook o un tweet.
Mi sono dato una risposta abbastanza semplice: per farlo di persona, ci vogliono le palle e devi essere pronto alla reazione (anche fisica) della persona che insulti. Farlo con altri mezzi invece è più facile. Ottimo per codardi.

Chi non ha le palle, o semplicemente è un ignorante, lo fa impunemente in due modi. Due casi in cui crede di farla franca e, sopratutto, crede che non pesi allo stesso modo. Se si trova a urlare slogan offensivi di qualsiasi tipo nella folla (allo stadio, ad un comizio, in corteo…), oppure se è sul web.

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Con una piccola differenza e una grande cosa in comune in questi due casi: la differenza è che farlo fra la folla, ti è più facile perché c’è l’effetto branco. Cioè, sentendoti protetto dal gruppo, ti unisci al coro, allo sfottò, all’insulto. Anche se è diretto ad una persona. Anche se è a sfondo razziale. Tanto, mica si sente che tu sei lì in mezzo…a urlare è una massa informa, la curva, il gruppo, ecc. ecc.
Sul web ti senti protetto dallo schermo. Mentre insulti qualcuno, da lupo solitario o unendoti ad altri dementi come te, pensi che lo schermo e la tastiera siano limiti invalicabili. Nessuno sa chi sei, magari usi pure un nickname. Peccato che ci siano i mezzi per scoprirlo in 10 minuti. a Polizia Postale li usa, ma anche uno un po’ sveglio, ti sgama in 3 mosse.

La cosa in comune è quella che non dai peso a costai facendo, scrivendo o dicendo. Non ti rendi conto che le stesse cose, dette di persona sarebbero pesantissime. Non lo faresti, infatti. Lo fai sul web o ‘in gruppo’, perché senti che ‘vale di meno’. Soprattutto sul web, perchè è tutto un po’ concesso…

E’ una bugia. E’ bene che lo sappiate.

Molti parlano in questi casi di razzismo digitale, cyberbullismo, leoni da tastiera. Io sono convinto invece che il mezzo web (su cui mi concentro qui perchè mi interessa di più) sia molto sottovalutato, quando si parla di insulti, stalking, e altre azioni che sono a tutti gli effetti dei reati. E quando non si configurano come tali, spesso sono comunque cose di cui vergognarsi.
Il tratto comune, è che spesso le stesse persone poi, di persona, sono apparentemente mansuete, miti, non lascerebbero mai credere a chi non li conosce bene che potrebbero dire cose simili.

Quante volte avete letto di post cattivissimi o commenti acidi, con insulti tremendi, fatti da una signora di mezz’età o un padre di famiglia, che tutti direbbero ‘insospettabili’? Ne sa qualcosa Selvaggia Lucarelli, che stimo solo a metà, ma che si merita la mia stima per battaglie come quella che conduce contro i leoni da tastiera, richiamandoli alle loro responsabilità.

Secondo me sono solo bulli. Bulli ignoranti, molto ignoranti. Lo farebbero anche dal vivo, ma si trattengono perchè sono codardi. Il tratto agghiacciante è questo: che lo fanno…si liberano ai loro istinti animali, ‘grazie’ al mezzo web, su cui si sentono sicuri.

Un buon messaggio viene da Pubblicità Progresso, che ha ripreso e pubblicato sulla sua pagina Facebook un video (in inglese) in cui si mostra chiaramente cosa accadrebbe se le stesse ingiurie avvenissero dal vivo per la strada. La campagna si chiama #ClickWithCompassion ed evidenzia, fra le altre cose, le reazioni di chi per strada assiste a queste violenze verbali.

Fra il ‘dire la propria’, magari sugli immigrati…e insultare gratuitamente, ad esempio, ce ne passa.

Nel video, molti intervengono, difendono le vittime, ma ciò spesso non accade online. Chiedetevi perchè ….e se assistete ad una cosa simile online, non fate come quei passanti distratti che tirano dritto: Intervenite e date quel che si merita al coglione di turno.

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L’orgoglio italiano: “Italy – the extraordinary Commonplace”

Un tempo era l’Istituto per il Commercio Estero. Ancora qualcuno lo chiama così, perchè sotto questo nome ha creato e portato in giro per il mondo un’immagine del nostro Aese, che molti ci invidiano. Ora è l’Italian Trade Agency solo all’estero, per noi è il meno allettante ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, un nome davvero poco semplice per ricordarselo.
Per giochi di potere e di politica spicciola, è stato chiuso (almeno a parole), riaperto, rinominato almeno 2-3 volte, ma la gente che ci lavora, in giro per il mondo, ha spesso le idee molto chiare, su cosa possano fare i loro uffici per le nostre aziende.
Talmente chiare, che ha scelto (per la seconda volta, stupendomi) la collaborazione con un’agenzia talmente capace, che il risultato del suo video promozionale è qualcosa di (comunicativamente parlando) impressionante.

Luoghi comuni sfatati con un’eleganza impressionante.

Direi “11”, in una scala da 1 a 10. Un bello strumento, creato ‘per tutti’ e utile ‘a tutti’, purchè siate italiani.
Dategli un occhio e guardate se vi fa lo stesso effetto che ha fatto a me.

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